
Sono passati quasi trent’anni da quando uno spot parlò “agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane”.
Chiudeva con una frase che ancora oggi resta: “Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.”
Non so se basti pensarlo per cambiare il mondo. Però so cosa ho visto a Genova, durante custoDIRE di ASSIF Associazione Italiana Fundraiser .
Ho visto un gruppo di persone molto diverse, per ruolo, esperienza, approcci, sensibilità, riuscire a costruire lo stare insieme sulle differenze, non nonostante le differenze. Ho visto dialoghi veri: a volte faticosi, a volte imperfetti, ma quasi sempre costruiti mettendo al centro l’ascolto.
È questo che mi porto a casa, molto oltre i programmi (ricchi), i temi (necessari) e gli interventi (stimolanti): l’idea di una comunità che cresce, forse a piccoli passi, ma in modo sostenibile. Non con la smania di diventare la più grande o la “migliore”, ma con la forza di essere presente: presente nelle relazioni, presente nell’attenzione, presente nel prendersi cura di chi la compone.
È quello che sto riconoscendo: nei gesti, nelle scelte, nelle parole di socie e soci.
“Custodire” era il verbo con cui abbiamo aperto l’evento e “Ascoltare” era la promessa con cui ci siamo candidatə. Non so se lo sto o lo stiamo facendo sempre nel migliore dei modi possibili. So che lo stiamo facendo al meglio delle nostre possibilità e che qualcosa si vede: persone che si affiancano, progetti che prendono forma, pezzi di strada condivisi.
Nelle slide finali ho citato l’Apprendista stregone: l’entusiasmo, come la tecnologia, può sfuggire di mano, se non c’è consapevolezza. Ma anche diventa opportunità, se hai accanto maestre e maestri, e una comunità capace di trasformare l’errore e l’inesperienza in apprendimento.
Grazie a chi ha organizzato, a chi ha condiviso idee e dubbi, e a chi ha praticato, davvero , l’ascolto e la condivisione.
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