Ci sono dati che raccontano molto più dei numeri che contengono.
Il 13 ottobre, alla Camera dei Deputati, parleremo di vent’anni di 5×Mille e di dodici anni di 2×Mille ai partiti politici. Due strumenti diversi, anche se percepiti come simili, che hanno qualcosa di interessante in comune: permettono alle persone contribuenti di indicare dove destinare una parte delle proprie imposte.
Da una parte il sostegno al non profit, alla ricerca, alle attività sociali. Dall’altra il finanziamento della partecipazione politica.
Impegno sociale e impegno politico, insomma, passano anche attraverso gesti molto simili.
Ed è forse questo l’aspetto che mi interessa di più.
Tendiamo spesso a pensare alla politica e all’impegno sociale come a mondi separati: da una parte le istituzioni e i partiti, dall’altra le organizzazioni, il volontariato, il Terzo settore.
Ma entrambi riguardano, in forme diverse, il modo in cui immaginiamo la società nella quale vogliamo vivere.
Nel 2025 il 5×Mille ha raccolto oltre 602 milioni di euro attraverso 18,4 milioni di scelte; il 2×Mille ai partiti 32,5 milioni attraverso circa 2,2 milioni di firme. Numeri diversi che raccontano una forma di partecipazione.
Per questo mi piace che l’Osservatorio ASSIF Associazione Italiana Fundraiser sul 5, 2 e 8×Mille provi a guardarli insieme: non soltanto come meccanismi fiscali, ma come strumenti attraverso cui le persone esprimono una preferenza su quale società sostenere.
Il 13 ottobre porteremo alla Camera dati, confronto europeo, la nuova ricerca Ipsos Doxa e alcune proposte di riforma, confrontandoci anche con le forze politiche rappresentate in Parlamento.
Dopo anni passati a raccogliere e mettere in ordine questi dati, per me sarà interessante soprattutto questo: vedere che cosa succede quando i numeri smettono di descrivere soltanto delle scelte e cominciano a porre domande sul significato della partecipazione.
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