Portare gratuitamente conoscenza medica di qualità dove è più difficile accedervi sembra uno dei casi in cui l’AI può davvero contribuire a ridurre una disuguaglianza.
Anthropic e OpenEvidence hanno annunciato la distribuzione gratuita del loro sistema di supporto alle decisioni cliniche in circa cento Paesi a basso e medio reddito.
OpenEvidence permette a chi esercita la professione medica di interrogare letteratura scientifica peer-reviewed e linee guida terapeutiche. Anthropic fornisce l’infrastruttura AI.
Il valore potenziale è evidente: l’accesso alla conoscenza medica è profondamente diseguale.
Ma distribuire un sistema non significa averne dimostrato il funzionamento nel contesto in cui lo distribuisci.
Una raccomandazione corretta in un grande ospedale statunitense può essere inutile dove quel farmaco non è disponibile, manca quell’esame diagnostico o non esiste il percorso terapeutico successivo.
E c’è una domanda che credo valga la pena porre: quando distribuiamo su larga scala una tecnologia sanitaria non ancora validata nei diversi contesti, quanto siamo lontani da una sperimentazione?
Non sto sostenendo che questi Paesi siano stati scelti per sperimentare più facilmente. Non ne ho elementi sufficienti per farlo ma mi pare che esista un’asimmetria.
Se introduco una tecnologia dove ci sono meno risorse per valutarla indipendentemente, documentarne gli errori, contestarne le conseguenze o intraprendere un’azione legale, le garanzie dovrebbero essere maggiori, non minori.
Servono dati sugli errori, valutazioni indipendenti, monitoraggio degli esiti, formazione e responsabilità chiare.
E poi c’è un problema molto informatico: il lock-in.
Oggi il servizio è gratuito.
Ma cosa succederebbe se tra cinque anni, diventato parte essenziale del lavoro di migliaia di strutture, cambiassero prezzo, condizioni o disponibilità?
Un sistema può essere gratuito e avere comunque un costo molto alto: la dipendenza che costruisce.
Per questo non misurerei il successo contando Paesi raggiunti o query effettuate.
Mi chiederei invece se, tra qualche anno, quei sistemi sanitari saranno più autonomi.
Perché c’è una bella differenza tra rendere accessibile una tecnologia e trasferire capacità.
Ed è probabilmente quella che dovremmo imparare a misurare.
Original Linkedin Post https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7508790242594922496/