In un suo post su LinkedIn Jacopo Perfetti riflette su come l’Intelligenza Artificiale Generativa stia evolvendo a una velocità sorprendente, superando ogni previsione. Dice che nei suoi corsi di Prompt Designer, utilizzia “La slide del leone” per mostrare come Midjourney sia passato, in poco più di un anno, da produrre immagini di leoni grezze e inutilizzabili a fotografie indistinguibili da quelle reali. Lo stesso progresso è avvenuto nei video. Ogni nuovo strumento IA che oggi sembra deludente migliorerà molto presto, rendendo il risultato migliore di prima. Questa tecnologia si perfeziona quotidianamente, e dovrebbe ispirarci a migliorare noi stessi ogni giorno:

L’IA può stimolarci ad essere anche noi ogni giorno migliori invece che i migliori. Puntare a migliorarsi ogni giorno, piuttosto che puntare ad essere il meglio in qualcosa.
Perché essere il migliore è un punto di arrivo. E quando ci siamo arrivati è molto probabile che qualcun altro (o qualcos’altro), prima o poi sarà migliore di noi.
Essere migliori invece è un processo di crescita personale. È un continuo punto di partenza.

Credo sia una riflessione molto interessante.

Questo approccio definisce molte delle mie interazioni con le AI generative: spesso utilizzo questi strumenti per migliorare i miei output, siano essi un post su LinkedIn, una mail o un pezzo di codice. Tuttavia, non mi limito mai al copia e incolla, ma mi prendo del tempo per capire le differenze tra il mio approccio e la proposta della macchina.

Non si tratta solo di verificare la qualità della proposta, sia essa testo o codice, ma soprattutto di imparare. L’uso compilativo di questi strumenti è un errore diffuso che svaluta il nostro lavoro e limita la nostra crescita.

Questi strumenti sono spesso paragonati a uno stagista o a una figura junior. In questa metafora, l’errore diventa ancora più evidente e diffuso: chiedere a queste figure di svolgere un compito senza fermarsi a osservare e riconoscere i punti di forza, le idee e i pensieri emergenti è poco utile, se non dannoso. Senza feedback, la persona avrà più difficoltà a crescere e, egoisticamente, la qualità del lavoro non migliorerà.

Allo stesso modo, il “copia e incolla” ci regala tempo, ma se non reinvestiamo una parte di esso per studiare l’output, finiamo per diventare operatori umani di un attore non umano.

LinkedIn original post https://www.linkedin.com/posts/almagio_intelligenzaartificiale-kaizen-video-activity-7207257604102754305-n8if?utm_source=share&utm_medium=member_desktop