Una parola semplice e familiare che, in realtà, ha molteplici definizioni, talvolta contrastanti, che ne complicano la comprensione. Questa sorprendente complessità assume un rilievo particolare nel mondo del fundraising, dove il dato rappresenta l’unità atomica su cui si costruisce ogni attività. Non è solo una questione di analisi, strategie o tattiche, che potrebbero sembrare attività secondarie almeno nelle prime fasi. I dati dei donatori sono fondamentali per ringraziarli, aggiornarli sull’andamento di un progetto e, infine, chiedere ulteriori sostegni. I dati sono i mattoni per costruire la relazione con i donatori, e la relazione è la base del fundraising.

Tuttavia, come raramente pensiamo agli atomi o ai mattoni nella vita di tutti i giorni, altrettanto raramente consideriamo i dati che usiamo quotidianamente per raccogliere fondi. Questo accade spesso anche in organizzazioni strutturate che hanno un database e che gestiscono i dati in modo apparentemente sistematico.

Ci sono molte domande cruciali da porsi quando raccogliamo dati: alcune ottimizzano le risorse, altre supportano le attività e altre ancora sono necessarie per conformarsi a obblighi normativi o criteri etici. Sapere quali dati raccogliamo e perché li chiediamo non sono solo domande retoriche. Non dovremmo limitarci a valutare se possiamo raccogliere un dato, ma interrogarci sull’opportunità di farlo.

Troppo spesso ci concentriamo sulle nostre esigenze, dimenticando quelle del donatore. Chiediamo un dato perché ci è utile o ci semplifica la vita, senza chiederci se sia utile al donatore. Perché il donatore dovrebbe fornirci quel dato? Quali vantaggi e rischi comporta per lui?

Siamo spesso troppo concentrati sulle nobili finalità delle nostre organizzazioni, e finiamo per dimenticare che le nostre comunicazioni si mescolano a offerte di affari mirabolanti e cure odontoiatriche vantaggiosissime. Bias cognitivi e pregiudizi influenzano l’efficacia dei nostri form, portando a campi vuoti o a compilazioni abbandonate.

Trovare un equilibrio tra comodità e opportunità è un processo complesso e contestualizzato. Non esistono ricette pronte e, anche se ci fossero, finiremmo per discutere se usare pancetta o guanciale. Tuttavia, ci sono alcune considerazioni utili e domande che possono aiutarci a iniziare questo processo.

Di tutto questo parlerò il 2 luglio durante il mio intervento al Fundraising Day.
Tu ci sarai?
For the record: io uso il guanciale.

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